29/12/17

"Egizi - Etruschi" in una nuova mostra alla Centrale Montemartini anche lo splendido Scarabeo Turchese !



Tutto e' nato durante uno scavo alla Necropoli dell'Osteria di Vulci nel 2013. Tra le mani degli archeologi, dalla terra spunta uno Scarabeo. Non una novita' nei corredi etruschi. Ma questo, turchese, "era di produzione egizia. Non era cioe' una 'patacca', una di quelle imitazioni che si trovavano nei mercati. Questo era egizio"

In quello Scarabeo, racconta nelle sue ultime ore da Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Lazio Alfonsina Russo (a giorni direttore del Parco Archeologico del Colosseo), decorato "con il cartiglio del Faraone Bocchoris, sovrano che resto' al potere solo sei anni, ma che evidentemente affascinava molto la committenza", c'era la testimonianza tangibile di quel filo che ha legato nei secoli due tra le piu' grandi civilta' del Mediterraneo. Da li' l'idea di raccontarlo con "Egizi Etruschi - Da Eugene Berman allo Scarabeo Dorato", mostra che dopo Vulci arriva a Roma, fino al 30 giugno, inaugurando anche il nuovo "look" che la Centrale Montemartini si 'regala' per i suoi primi 20 anni di apertura al pubblico: nuovo allestimento permanente "che permette di esporre anche alcuni sarcofagi finora nei depositi - dice il Sovrintendente capitolino, Claudio Parisi Presicce - la facciata restaurata e il nuovo spazio di 250 metri quadrati per le esposizioni temporanee". 

Dove oggi si celebra nuovamente quell'incontro tra Egizi ed Etruschi, con 250 preziosi oggetti in gran parte in arrivo dalla collezione dello scenografo e pittore russo Berman (donata nel 1952 alla Soprintendenza dell'Etruria meridionale e "che rivede la luce dopo quasi mezzo secolo") accanto a prestiti dal Museo Nazionale Archeologico di Firenze e ai reperti frutto invece delle nuove campagne di scavo effettuate tra il 2013 e 2017. 

Gioielli, sculture votive, utensili decorati, sarcofagi di sfingi e mummie, che testimoniano intensi scambi commerciali, ma soprattutto un dialogo culturale tra due civilta' che condivisero ideali di legalita', simboli di potere e pratiche religiose

"Furono soprattutto due - racconta la Russo - i momenti in cui Egizi ed Etruschi si incontrarono: tra l'VIII-VII secolo a.C. e poi il III-II a.C., quando il Mediterraneo era un mare che univa, a differenza di oggi. Gli scavi sistematici di questi anni ci hanno spinto anche a riscoprire quello che avevamo nei depositi". 

Ecco allora che la passione di Berman introduce la mostra in un preambolo sui grandi collezionisti ottocenteschi accanto ad Augusto Castellani e Giovanni Barracco, anche loro cultori d'antichita' che scelsero di donare al pubblico i propri tesori. 

Poi il percorso prosegue in cinque sezioni, tra l'ossessione per l'Oro "Il metallo degli dei", la gestione del potere di Faraoni e Principi, Il sogno di immortalita'' Dee e dei dall'Antico Egitto all'Etruria e L'oro di Nefertum: profumi d'Oriente. 

Tra gli altri, anche i reperti della Tomba dalle mani d'argento di Vulci con il restauro e la ricostruzione di un Currus, un piccolo carro leggero da guidare in piedi. Chiude un piccolo omaggio alla attivita' del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, con l'esposizione del prezioso corredo funerario della Tomba dello Scarabeo dorato, trovata a Vulci nel 2016 nell'ambito della attivita' di contrasto agli scavi clandestini.


Informazioni

Luogo
Centrale Montemartini
, Nuovo spazio per mostre temporanee
Orario
Dal 21 dicembre 2017 al 30 giugno 2018
Martedì-domenica 9.00-19.00
24 e 31 dicembre 9.00-14.00
La biglietteria chiude mezz'ora prima
Giorni di chiusura Lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio
Biglietto d'ingresso
Ingresso gratuito per i residenti a Roma e nell'area della Città Metropolitana nella prima domenica di ogni mese
Ingresso museo + mostra
Intero € 11,00
Ridotto € 10,00
Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza):
Intero € 10,00
Ridotto € 9,00
Capitolini Card (Musei Capitolini + Centrale Montemartini) e mostre "Il Tesoro di Antichità. Winckelmann e il Museo Capitolino nella Roma del Settecento 07.12.2017-22.04.2018", "Freedom Manifesto, 28.9.-31.12.2017", "Egizi Etruschi. Da Eugene Berman allo Scarabeo dorato, 21.12.2017-30.06.2018" (valido 7 giorni)
Intero € 16,00
Ridotto € 14,00
Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza):
Intero € 15,00
Ridotto € 13,00 

28/12/17

Capodanno a Roma: Ecco il programma della Rome New Year's Parade!



Anche quest'anno, per l'undicesima volta, la Rome New Year's Day Parade animerà il pomeriggio del primo dell'anno il Tridente storico della Capitale

A partire dalle 15,30, con partenza da Piazza del Popolo, alcune delle piu' suggestive marching bands provenienti da high school statunitensi e formazioni folkoristiche italiane, sfileranno insieme a majorette, acrobati, animatori e street dancers lungo un percorso che passera' per Via del Corso, Via dei Condotti, Piazza di Spagna, Via del Babuino, Via di Ripetta, Piazza Augusto Imperatore, Via del Corso e ritornera', per il gran finale, in Piazza del Popolo

Insieme alla Rome Parade di Capodanno in programma nel cuore del Tridente romano il pomeriggio del primo gennaio 2018, la compagnia londinese Destination Events - leader di mercato nella realizzazione di spettacoli di strada all'aperto - offrira' alla Citta' di Roma alcuni concerti all'interno delle Chiese della Capitale, tenuti da formazioni orchestrali e corali statunitensi appartenenti ai licei americani

Si tratta della doppia performance delle voci di Needham B. Broughton High School Festival Chorus Dirette da Ms. Christine Conley e del gruppo J.P. Taravella High School Chamber Winds Diretta da Mr. Michael Friedman, in programma il 29 dicembre alle ore 20 presso la Basilica di S. Giovanni Battista dei Fiorentini, e dell'esibizione dello stesso Needham B. Broughton Chorus al termine della messa del primo dell'anno in programma alla Basilica di Santa Maria in Montesanto a Piazza del Popolo (messa ore 12, inizio esibizione ore 13 circa) oltre ad una breve performance della stessa formazione durante la Messa alla Basilica di San Pietro in Vaticano il 2 gennaio alle ore 17

I concerti, il cui repertorio sara' una selezione di brani classici appartenenti alla musica festiva, tradizionale e corale, si integreranno alle performance musicali che la stessa societa' britannica ha pianificato a Frascati il 30 dicembre e il 3 gennaio: in tale contesto le stesse formazioni menzionate, oltre alla Tri-City Band Corps daranno vita a spettacoli musicali tra Piazza San Pietro, Piazza del Mercato e la Basilica di San Pietro Apostolo. 

Tutti i concerti sono gratuiti: un grande regalo che gli organizzatori, che da anni producono eventi outdoor anche in altre citta' europee (la piu' famosa delle quali e' la celebre London's New Year's Day Parade), vogliono offrire alla citta' di Roma alla quale sono particolarmente legati.

27/12/17

Intervista a Jose Ramon Dosal Noriega, AD di Musica per Roma: "Tu vai a Berlino sugli autobus, io resto in questa meraviglia".




Il Corriere della Sera ha pubblicato una intervista a Jose Ramon Dosal Noriega, il madrileno che da due anni riveste il ruolo di Amministratore Delegato di Musica Per Roma. Un ruolo che sta ricoprendo con grande successo visti i numeri di presenze e incassi sempre maggiori che arridono all'Auditorium romano, una delle istituzioni che funzionano veramente, nella Capitale, la quale attraversa complessivamente un periodo parecchio buio. 

In questa intervista ho trovato un passo che definisce bene il mio pensiero su Roma e sul vivere in questa città. Tra mille difficoltà. Eppure...

Ecco il brano dell'intervista. 


- Definisca Roma
- Per uno che lavora con la cultura, Roma è il massimo. Non c'è Berlino, Parigi, Londra o Madrid che tengano il confronto. Tutto gira intorno a questo patrimonio. Mi fanno ridere quelli che dicono: "Però a Berlino gli autobus funzionano". Io gli rispondo: bene, tu vai a Berlino sugli autobus e io resto qui in questa meraviglia.

26/12/17

"Il Pantheon" di Giuseppe Lugli, un piccolo preziosissimo testo.




Scritto nel 1957 e continuamente rieditato, questo testo scritto da Giuseppe Lugli, grandissimo e quasi dimenticato archeologo e accademico italiano, morto dieci anni dopo, nel 1967, è un preziosissimo compendio che riassume molte delle conoscenze acquisite sul grandioso monumento romano, in una forma leggibile, integrandolo con numerose notizie rare e difficili da riperire nel superficiale maremagnum del chiacchiericcio odierno sulla Roma antica che si trasmette soprattutto sul web. 

A partire dal problema riguardante la datazione - e con l'ausilio di tavole e figure - il libro ripercorre le quattro fasi della costruzione, dalla prima erezione ai tempi di Agrippa, il genero e consigliere di Augusto, durante il suo terzo consolato, nel 27 a.C.; i due restauri il primo ai tempi di Domiziano (80 d.C.) e Traiano (110 d.C.): e quello di Adriano, un restauro a fundamentis tra il 130 e il 138 d.C.; anche se è ormai opinione prevalente che tutto il magnifico monumento sia stato concepito fin dall'inizio così completo. 

La descrizione dell'Architettura è la parte più interessante del libro, nella quale emergono le incredibili capacità ingegneristiche dei romani dell'epoca per realizzare quella che per almeno quindici secoli rimase la cupola a volta unica più grande del mondo, con i suoi 43,30 metri di diametro.

C'è poi una sezione dedicata alle interessantissime vicende storiche del monumento nel Medioevo e nell'Età Moderna. 

Una parte finale è infine dedicata ai Monumenti adiacenti al Pantheon che non sono certo di minor interesse: I cosiddetti Septa o Septa Iulia, l'edificio concepito da Giulio Cesare per accogliere i cittadini che si recavano a votare in occasione dei comizi centuriati; le Terme di Agrippa, le prime costruite a Roma con un sistema razionale e con grandiosità principesca; i Giardini, lo Stagno e l'Euripo, il canale scoperto che ripercorreva il tracciato dell'attuale Corso Vittorio Emanuele, verso il Tevere e sulle cui rive solevano radunarsi poeti e filosofi. 

Un vero appassionante viaggio nella grandiosità della Roma che fu. 


25/12/17

"L'Europa ha contratto un male terribile: il pessimismo." Mario Vargas LLosa



Mi ha molto colpito questo passaggio dell'ultima intervista rilasciata due giorni fa da Mario Vargas LLosa a Barcellona all'inviato del Corriere della Sera, Aldo Cazzullo.  E' qualcosa su cui vale la pena di meditare, a proposito del destino di noi abitanti nativi dell'Europa. Qui l'intervista completa. 



Non trova che gli italiani tra loro si somiglino ?

Proprio gli italiani confermano la mia idea. Da voi non esistono neppure le regioni. Lei conosce due toscani che si assomiglino ? I pisani non amano i livornesi, i pistoiesi rivaleggiano con i lucchesi; e tutti insieme detestano i fiorentini; per tacere delle contrade senesi. L'immagine della tribù felice contro il resto del mondo è un imbroglio ideologico. 

L'Europa però non gode di buona salute.

Gli Europei hanno contratto un male terribile: il pessimismo. In realtà viviamo un tempo grandioso. Uomini e popoli si stanno integrando tra loro. Se l'Europa è così male come ci raccontiamo, perché milioni di africani lasciano la loro terra, corrono ogni sorta di pericoli, rischiano la vita, per arrivare qui ? Soltanto per migliorare la loro condizione ?

Per cos'altro se no ?

Non cercano solo pane e lavoro. Cercano legalità. Fuggono la barbarie. Scappano da regimi orribili, da dittature spaventose, in cui non hanno certezze né diritti. Cercano una terra che offra la sicurezza di poter avere al fianco la propria donna, di professare la propria religione, di crescere i propri figli. Questa per loro è l’Europa. Dovremmo esserne un po’ più fieri. C’è qualcosa di grandioso nelle migrazioni: c’è il riconoscimento della grande cultura giuridica europea, la prova del primato della democrazia.


"I cristiani sono i primi ad aver dimenticato il Natale". L'intervista di Massimo Cacciari a Huffington Post.


Huffington Post Italia online ci fa un bel regalo di Natale, offrendoci una intervista a Massimo Cacciari sui temi del Natale cristiano e su ciò che di esso è rimasto nel nostro tempo. 
La parola del Vangelo l'ha ascoltata fuori dal tempio: "Le Chiese sono diventate delle grandi scuole di ateismo. Nella gran parte di esse, la forza paradossale del verbo di Cristo viene trasformata in un discorso catechistico e ripetitivo, un piccolo feticcio consolatorio e rassicurante, un idoletto. È l'opposto di ciò che insegnava Gesù domandando ai suoi discepoli: 'Chi credete che io sia?'". Massimo Cacciari era ancora uno studente al secondo anno di liceo quando, tra lo Zarathustra di Nietzsche e le prime letture di Hegel, aprì le pagine del Nuovo Testamento: "Fu entusiasmante sentire la straordinarietà di quel testo, la bellezza di una storia che induce ad andare alla ricerca, senza certezze, rischiando. Al novanta per cento, i preti sono incapaci di rendere la potenza di quel racconto. Le loro omelie, spesso, sono delle lezioni di anti religione".
Negli anni sessanta e settanta, mentre erano di moda i capelloni, Marx, i pantaloni a zampa d'elefante, Marcuse, l'eros e la civiltà, Kerouac, la Cina e Janis Joplin, Cacciari leggeva i testi della teologia cristiana: "Nelle riviste della sinistra non organiche al partito comunista – "Quaderni Rossi", "Contropiano" – discutevamo della Santa Romana Chiesa insieme a Giorgio Agamben, Mario Tronti, Giacomo Marramao. Avevamo idee diverse, ma condividevamo le stesse letture: tutte abbastanza eretiche". Il Natale degli alberi in pivvuccì, degli acquisti online e i centri commerciali aperti tutto il giorno; il Natale della neve luccicante incollata sulle vetrine, delle barbe bianche, delle renne e delle slitte, non lo scandalizza: "Basta sapere che la nascita di Cristo non ha niente a che vedere con quello che vediamo intorno a noi. Il Natale è diventato un festa per bambini e adulti un po' scemi. Non c'è da levare alti lai contro il consumismo. C'è solo da riflettere, meditando con sobrietà e disincanto". Nel suo libro, "Generare Dio" (Mulino), mostra – da laico – che nel mistero dell'incarnazione di Dio c'è un personaggio che abbiamo avuto sempre sotto gli occhi, eppure non siamo stati ancora in grado di vedere nella sua interezza: Maria.
Perché, professore?
Maria è stata pressoché ignorata anche dai filosofi che hanno interpretato l'Europa e la Cristianità, come Hegel e Schelling. Il discorso ha privilegiato il rapporto del padre con il figlio. Maria è stata ridotta a una figura di banale umiltà, un grembo remissivo e ubbidiente che si è fatto fecondare dallo spirito santo senza alcun turbamento.
Invece?
Quando l'Arcangelo Gabriele le annuncia che concepirà e partorirà un figlio e che egli sarà chiamato Figlio dell'Altissimo, Maria ha paura. Si ritrae, dubita, è assalita dall'angoscia, medita. Il suo sì non è affatto scontato. Nel momento in cui lo pronuncia, è un sì libero e potente, fondato sull'ascolto della parola. Perché Maria giunge a volere la volontà divina.
Nessuno se n'era accorto prima?
Nel pensiero, solo pochi autori – penso a Balthasar – hanno riflettuto sulla figura di Maria. È nella pittura – nella grande pittura occidentale – che Maria si innalza al ruolo di protagonista assoluta. Siamo di fronte a uno di quei casi in cui l'espressione figurativa è andata molto più in profondità del linguaggio.
Cosa riesce a mostrare?
Che se si toglie alla nascita di Cristo la scelta di questa donna che accoglie nel suo ventre il figlio di Dio e il suo Logos, l'incarnazione diventa una commedia. Maria è libera. Anzi, di più: il suo libero donarsi all'ascolto è in realtà un'iper libertà.
Perché iper?
Quando – nel giardino dell'Eden – Adamo mangia il frutto dell'albero della conoscenza obbedisce al proprio desiderio. La sua libertà è la libertà di soddisfare i propri impulsi. Maria, invece, riflette, s'interroga, soffre. Poi, fa la volontà dell'altro. La sua libertà è quella di far dono di sé. È come suo figlio: fa la volontà del padre. E qual è la libertà maggiore: quella che ti incatena a te stesso; oppure quella che ti libera dall'amor proprio?
Ma la libertà può essere slegata da ciò che si desidera?
Ma perché non si dovrebbe desiderare di donare se stessi agli altri? Perché non può essere questo l'oggetto del desiderio, anziché quello di soddisfare le proprie pulsioni?
Possiamo riuscirci?
Gesù, Maria, Francesco ci hanno dato degli esempi della libertà intesa come dono. È oltre umano seguirli? Può darsi. E può anche darsi che proprio qui s'incontrino la radicalità del messaggio cristiano e il super uomo di cui parlava l'anti cristiano Nietzsche: nell'impossibile.
Ma se è impossibile, perché provarci?
Perché l'impossibile non è una fantasia, un gioco inutile e vano. L'impossibile è l'estrema misura del possibile. E, se non orienti la tua vita in quella direzione, rimarrai prigioniero del tuo tempo. È questo il messaggio di Gesù: per essere libero, abbi come misura la mia impossibilità.
Se non possiamo essere come lui, perché Cristo si è fatto uomo?
Perché è necessario avere come misura qualcosa che ci oltrepassa per riuscire a spingerci altrove. Cristo non predicava nei templi: predicava fuori, nelle strade. I suoi discepoli dicevano: "È fuori". Nel senso: "È fuori di testa, è pazzo". Eppure, Gesù ha segnato un prima e un dopo nella storia dell'uomo, ha creato il mondo culturale e antropologico in cui viviamo. C'è qualcosa di più realistico di questo? Senza quell'impossibilità niente ci spingerebbe a uscire da noi, a ri-orientare diversamente le nostre vite.
Perché dovremmo farlo?
Per liberare il nostro tempo dalle sue miserie. Più la nostra epoca ci rinserra dentro di essa, più servono grandi idee, pensieri limite, parole ultime. Sono le uniche cose che ci possono sradicare dal tempo in cui ci viviamo.
Come lo definirebbe?
Osceno, nel senso letterale del termine: un tempo in cui tutto deve essere posto sulla scena: i nostri pensieri, le nostre fotografie, i nostro segreti. Niente deve stare in una zona scura. Invece, è proprio dal buio che proviene la luce che illumina e rivela. Pensi alla pittura d'Europa, la terra del tramonto: cosa raffigurerebbe senza il gioco dell'ombra?
È tutto davvero così esposto?
Al contrario. Quella della trasparenza è solo un'ideologia. Mai come oggi le potenze che governano il mondo sono state così nascoste. Al di là dell'apparenza, la nostra è l'epoca dell'occulto, dei poteri anonimi, di ciò che non si vede. Mentre, nel caso di Maria, la luce divina si copre d'ombra per manifestarsi nella realtà, nel nostro tempo l'oscuro si nasconde dietro la luminosità. Lucifero è negli inferi, però finge di essere portatore di chiarore. La nostra epoca è attraversata dallo spirito dell'anti-Cristo. Ci sono stati momenti in cui esso si è manifestato nella sua forma pura. Oggi, invece, circola mascherato.
Anche la politica avrebbe qualcosa da imparare da Maria?
Maria è una figura della libertà, non è il santino che raccontano i preti. La sua humilitas è meditazione e ascolto. Se leggessero ancora, i politici potrebbero imparare anche da lei. Se non altro, per essere più consapevoli della storia in cui si collocano. Il dramma, però, è che c'è stata una completa divaricazione tra il sapere e il potere.
Per quel che riguarda le figure religiose, i cristiani non potrebbero aiutarli?
I cristiani sono i primi ad aver dimenticato il Natale, smettendo di predicare la paradossalità del verbo.
Anche il Papa?
Il discorso è più complesso. Francesco si inscrive nella tradizione ignaziana, dove l'etica della fede si coniuga alla volontà di potenza e l'assoluta dirittura morale ed etica si combina a una grande capacità di catturare il mondo nelle proprie reti.
Perché neanche le femministe hanno riflettuto su Maria?
Perché anche loro – benché protagoniste dell'ultima vera rivoluzione degli ultimi decenni – sono rimaste vittime della lettura maschilista dell'incarnazione. Hanno guardato Maria come un figura servile, totalmente oscurata dal rapporto tra padre e figlio, non riuscendo a scorgere quello che c'è oltre.

21/12/17

Dopo 14 anni di restauri, ritorna finalmente il Portico d'Ottavia !



E' durata 14 anni 'l'operazione di salvataggio" dei resti visibili del complesso del Portico d'Ottavia, luogo simbolo del Ghetto, il quartiere ebraico della Capitale

E per 14 anni ponteggi e impalcature hanno nascosto la bellezza del portico ricostruito da Augusto, al posto di quello piu' antico di Metello, tra il 27 ed il 23 a.C. e dedicato alla sorella Ottavia. 

Nel 203 fu restaurato e parzialmente ricostruito da Settimio Severo dopo un incendio del 191 e proprio a questo periodo appartengono la maggior parte dei resti attualmente visibili

Il quadriportico includeva i templi di Giunone Regina e Giove Statore, due biblioteche, greca e latina, e un grande ambiente per pubbliche riunioni, la Curia Octaviae. 

Il suo interno si configurava come una sorta di museo all'aperto poiche' ospitava una grande quantita' di opere d'arte. 

Alla cerimonia di 'restituzione' alla citta' del Portico d'Ottavia restaurato stamani c'erano la sindaca Virginia Raggi, il sovrintendente ai beni culturali di Roma Claudio Parisi Presicce, il vicesindaco Luca Bergamo e la presidente della Comunita' Ebraica Ruth Dureghello. 

L'operazione del restauro, divisa in tre fasi, e' stata "complessa", come e' stato spiegato, ed e' stata condotta attraverso un team di archeologi architetti e ingegneri con l'ausilio di alte tecnologie che ha permesso e permettera' anche in futuro un monitoraggio attento dei resti del complesso che nei secoli e' stato piu' volte danneggiato e rimaneggiato. 

In particolare durante i lavori e' stata rilevata la necessita' di un intervento di restauro specialistico della colonna poiche' in corso d'opera e' stata riscontrata una maggiore frantumazione interna, rispetto al previsto, del fusto, gia' apparentemente soggetto a diffuse micro-fessurazioni in tutta la sua lunghezza. 

E' stato, inoltre, necessario, un intervento sulla superficie a cortina in laterizio del tratto basamentale e del pilastro con pulitura e rimozione dei residui di cemento dei pregressi consolidamenti statici degli anni '60. 

L'opera di monitoraggio della colonna continuera' per altri due anni, a partire da ora, con attrezzature di alta qualita', basata sull'esecuzione di misure microsismiche ad alta frequenza, per controllare la sicurezza del manufatto, considerando anche i frequenti eventi di natura sismica. 

Per il 2018 e' prevista la quarte fase dei lavori di restauro che dureranno alcuni mesi e riguarderanno i muri interni.

Fonte: Emanuela De Crescenzo per ANSA

19/12/17

I geni NON spiegano intelligenza, timidezza, criminalità e ogni altra caratteristica umana complessa.



Ignoriamo la sintassi del genoma.

Si pigliano granchi colossali ignorando la nostra profonda ignoranza. 

Il destino è nei geni ? La domanda è retorica, la risposta è un secco no. 

Tanta roba è scritta nei nostri geni, fra cui sicuramente maggiori e minori predisposizioni a sviluppare certe malattie, o a rispondere al trattamento con farmaci.

Ma i tentativi di trovare un gene che spieghi caratteristiche complesse, come la criminalità, la timidezza, o (peggio ancora) l'intelligenza hanno portato a risultati risibili. 

"Se in un titolo si legge 'Scoperto il gene responsabile di X' dove X sta per una caratteristica umana complessa, quel gene non è stato scoperto perché in realtà non esiste".



Notizie contenute in "Il destino non è solo nei geni", di Guido Barbujani, recensione del nuovo libro di Adam Rutherford (genetista e divulgatore scientifico), Breve storia di chiunque sia vissuto. Il racconto dei nostri geni, Bollati Boringhieri, Torino, pagg.343 Euro 26; in Domenicale del Sole 24 ore di Domenica 10 dicembre 2017. 


18/12/17

Consigli di Flaubert a Maupassant per diventare uno scrittore: "Sacrificare anche se stessi all'arte!"



Vi lamentate che il culo delle donne è monotono ?  C'è un semplice rimedio, ed è di non servirsene. I vizi sono meschini, dite. Ma tutto è meschino ! Non ci sono abbastanza possibilità di lavorare le frasi, dite.  Cercate e troverete !

Infine caro amico, avete l'aria molto annoiata, e la vostra noia mi affligge, perché potreste impiegare più gradevolmente il vostro tempo. Bisogna, avete capito giovanotto ? Bi-so-gna lavorare più di così. 

Arrivo a sospettare che siate un fannullone. Troppe puttane !Troppo canottaggio ! Troppi esercizi fisici ! L'uomo civilizzato non ha bisogno della locomozione quanta ne pretendono i medici. Siete nato per fare dei versi ? Fatene ! Tutto il resto è vano, a cominciare dai vostri piaceri e dalla vostra salute, ficcatevi questo ben dentro la testa.

Vivete in un inferno, lo so, e vi compiango dal più profondo del cuore.  Ma dalle 5 della sera alle 10 della mattina il vostro tempo può essere consacrato alla Musa, la quale è ancora la migliore ragazza. 

Mio caro buon uomo, a cosa serve sfrucugliare la propria tristezza ?

Bisogna porsi faccia a faccia con se stessi da uomini forti, ed è il mezzo per diventarlo.  Un po' più di orgoglio ! Ciò che vi manca sono i principi.  Si ha un bel dire che sono necessari; resta da sapere quali. Per un artista ce n'è uno solo: sacrificare tutto all'Arte. La prima persona di cui deve fregarsene è se stesso.

Lettera di Gustave Flaubert a Guy de Maupassant, 1879, da tempo sotto la sua ala protettrice. Brano riportato da Marco Archetti, in Trovarsi un maestro e seguirlo è l'unico antidoto a questi tempi di stupidità, ne Il Foglio, 15 dicembre 2017. 

15/12/17

Domani sera musiche e canti di natale ai Musei Capitolini per 1 euro !



Serata musicale dal sapore natalizio ai Musei Capitolini durante l'apertura straordinaria di sabato 16 dicembre. 

L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia coi giovani della JuniOrchestra e della Cantoria sara' protagonista di un evento che accogliera' il pubblico con una ricca selezione di brani di musica classica (Vivaldi, Sibelius, Corelli) e di canzoni natalizie tradizionali e rivisitate in chiave swing (Stille Nacht,White Christmas, Santa Claus is coming to town). 

Dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso ore 23 - biglietto simbolico di 1 euro) nell'Esedra di Marco Aurelio, nel Salone di Palazzo Nuovo e nella Sala Pietro da Cortona si alterneranno i concerti di un quintetto di fiati, di un ensemble di archi della JuniOrchestra diretto da Simone Genuini e della Cantoria dell'Accademia diretta da Massimiliano Tonsini con l'accompagnamento di pianoforte, contrabbasso e batteria

Per i bambini e le famiglie si realizzerà anche un laboratorio musicale curato da Laura de Mariassevich per imparare a leggere la musica e a realizzarla con piccoli strumenti a percussione. 

L'apertura di sabato, inoltre, consentirà ai visitatori di apprezzare la mostra 'Il Tesoro di Antichita'. Winckelmann e il Museo Capitolino nella Roma del Settecento'. 

Compreso nel biglietto si potrà scoprire l'affascinante storia dello studioso tedesco Johann Joachim Winckelmann che, nel suo soggiorno a Roma, rivoluziono' l'archeologia con i suoi studi e la sua moderna metodologia di approccio all'arte antica.

Dalla serata dei Musei Capitolini alla mattina in musica del Museo Carlo Bilotti. Il week-end di eventi terminera' domenica 17 nel museo di Villa Borghese col concerto gratuito Ritratto d'autore: Johannes Brahms. Il compositore tedesco sara' protagonista di una esibizione curata dalla Roma Tre Orchestra con una selezione di suoi brani eseguiti dai pianisti Sara Costa e Fabiano Casanova.

14/12/17

La gestazione di "Cent'anni di Solitudine" e molto altro: è On line l'archivio di Gabriel Garcia Marquez.




Sorprese e misteri svelati in 27 mila pagine di carte. L'universita' del Texas, che lo aveva acquistato tre anni fa per 2,2 milioni di dollari, ha messo online l'archivio di Gabriel Garcia Marquez. 

Lettere, manoscritti annotati in 50 anni di lavoro, fotografie, appunti, taccuini, sceneggiature, la collezione intera dei passaporti dell'autore di "Cento Anni di Solitudine" erano entrati nelle collezioni del Centro Harry Ransom tra mille polemiche, prima tra tutte il fatto che l'eredita' letteraria dello scrittore latino americani piu famoso - uno dei piu' feroci critici dell'imperialismo nord-americano - fosse finita per sempre negli Stati Uniti. 

Emerge solo adesso il senso dell'operazione: l'ateneo texano, che già conserva le carte di James Joyce, Ernest Hemingway, William Faulkner e Jorge Luis Borges, ha scannerizzato una buona meta' dell'archivio mettendo le immagini digitali della creativita' di Garcia Marquez a disposizione gratuita di chiunque nel mondo abbia un computer e una connessione web

Mancano, tra le carte digitalizzate, le dieci bozze dell'ultimo romanzo incompiuto, "Ci rivedremo in agosto", il cui primo capitolo fu pubblicato nel 2014, poco dopo la morte dello scrittore a 87 anni, dalla rivista spagnola Vanguardia, ma di cui gli eredi hanno rifiutato l'ulteriore andata in stampa: per consultarle bisognera' recarsi in Texas. 

Disponibili invece la registrazione audio della conferenza di accettazione del Nobel del 1982 e una serie di lettere che sfatano miti coltivati dallo stesso scrittore. 

Come quello, ad esempio, che per scrivere "Cento anni di solitudine", "Gabo" entro' in una sorta di trance, "non alzandosi, come disse lui stesso, dalla sedia per 18 mesi". 

La realta' dell'archivio dimostra che Garcia Marquez compose la saga della famiglia Buendia mandando in giro capitoli e pubblicandone estratti e aggiornando poi il testo a seconda delle reazioni: un po' come faceva Charles Dickens

E come altri scrittori famosi, in pubblico anche Garcia Marquez affermava di non curarsi troppo delle critiche. Gli archivi contengono invece una serie di taccuini che raccolgono meticolosamente, e in alcuni casi reagiscono, alle recensioni del suo lavoro in molte lingue diverse. 

 L'archivio e' stato venduto dagli eredi dello scrittore: comprende anche due macchine da scrivere Smith Corona e cinque computer Apple. Inclusi nel fondo Garcia Marquez, che non teneva copie delle sue, sono anche 2.000 lettere ricevute da grandi firme come Graham Greene, Milan Kundera, Gunter Grass, Julio Cortazar e Carlos Fuentes. Poco dei rapporti con Fidel Castro e altri leader politici: "Mio padre - aveva spiegato all'epoca della vendita il figlio Rodrigo Garcia - preferiva condurre questi affari a voce: di persona o per telefono".

Fonte: Alessandra Baldini per ANSA

13/12/17

800.000 visitatori per il "Blog di Fabrizio Falconi" !







Continua questa bella avventura insieme.  

Vorrei ringraziarvi per aver tagliato il simbolico e significativo traguardo degli 800.000 visitatori per il nostro Blog. 

Questo spazio è diventato, oltre a una vetrina di aggiornamento di attività personali - i libri certo, ma anche le passeggiate romane, le curiosità romane -  una finestra sul mondo della cultura, con notizie di attualità e aggiornamenti di interesse comune.

Grazie per le vostre letture.



12/12/17

Guernica, il cartone di Picasso per la prima volta in mostra in Italia, alla Sala Zuccari del Senato.



Dal 18 dicembre al 5 gennaio 2018 la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani ospitera' l'esposizione "Guernica, icona di pace", dedicata al cartone realizzato da Pablo Picasso e raffigurante la sua opera capolavoro, da cui e' nato l'arazzo esposto all'ingresso della sala del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. 

L'esposizione sara' inaugurata dal Presidente del Senato, Pietro Grasso, giovedi' 14 dicembre, alle ore 11. 

L'idea espositiva parte da una lunga ricerca fatta dalla storica dell'arte Serena Baccaglini che, nel corso dei suoi studi dedicati al grande artista spagnolo, scopri' una eccezionale collaborazione a tre - frutto di una altrettanto eccezionale amicizia - tra Pablo Picasso, Nelson Rockefeller, uno dei piu' grandi mecenati del Novecento, e l'artista Jacqueline de la Baume Durrbach, che ricreo', tessendolo, il dipinto di Guernica mediante l'antica arte dell'arazzo

Il cartone, di proprietà della famiglia Durrbach - dopo l'esposizione a Praga (2011-12), a San Paolo in Brasile (2014) e a Wro'claw (2014) - viene esposto per la prima volta in Italia, ricevendo accoglienza istituzionale dal Senato della Repubblica che, in prossimita' delle celebrazioni per i Settanta anni della Costituzione italiana, ospita l'opera - non solo per l'alto valore artistico - ma anche per l'indubbio tributo universale che il dipinto offre alla democrazia, alla liberta' e alla pace, valori fondanti della Carta Costituzionale. 

Al termine dell'esposizione in Sala Zuccari, il cartone sara' ospitato dal 12 gennaio al 28 febbraio 2018 a Pieve di Cento (Bologna), nel museo MAGI '900, museo delle eccellenze storiche ed artistiche, che e' anche il mecenate dell'intera esposizione dell'opera in Italia. 

11/12/17

Cade un altro tabù, Pantheon a pagamento da maggio: si pagheranno 2 euro per entrare.


Tanto tuonò che piovve.  Purtroppo cade anche il tabù del Pantheon e Roma avrà un altro dei suoi tesori visibile soltanto a pagamento. Qui di seguito l'Ansa con la notizia di oggi:


Entrata a pagamento per il Pantheon a partire dal 2 maggio 2018. 

Lo stabilisce l'accordo firmato questa mattina tra il Vicariato e il Mibact alla presenza del ministro della cultura Dario Franceschini e del Vicario per la Diocesi di Roma Mons. Angelo De Donatis.

Il biglietto costera' 2 euro e servira' al Mibact per far fronte a una migliore valorizzazione e tutela del monumento, alle spese di manutenzione e a garantire una maggiore sicurezza durante le visite. 

Continuera' a essere libero l'accesso per l'esercizio del culto e delle attivita' religiose. 

Il direttore generale Musei del Mibact, Antonio Lampis e il Camerlengo, Mons. Angelo Frigerio, informa la nota diffusa dal Mibact, hanno firmato questa mattina, alla presenza del ministro dei Beni e delle Attivita' culturali e del Turismo, Dario Franceschini, e del Vicario per la diocesi di Roma, Mons. Angelo De Donatis, le modifiche alla vigente Convenzione che disciplina l'accesso dei turisti al complesso del Pantheon. 

Oggetto delle modifiche, viene precisato, "la valorizzazione e la tutela della Basilica di Santa Maria ad Martyres e del Pantheon e l'introduzione, a partire dal 2 maggio 2018, di un biglietto d'ingresso di 2euro

Vista l'assoluta unicita' e specificita' del Complesso monumentale per la contestuale fruizione di fedeli, visitatori e studiosi, e restando fermo l'orientamento della Diocesi di Roma di non porre vincoli economici al libero accesso ai luoghi di culto, continuera' a essere libero l'accesso per l'esercizio del culto e delle attivita' religiose. 

Sara' cura del Mibact fornire adeguata informativa ai visitatori circa la sospensione delle visite turistiche durante le attivita' di religione e di culto liberamente programmate dall'Autorita' ecclesiastica". 

10/12/17

Poesia della domenica: "Sonnet pour toi" di Fabrizio Falconi.




Sonnet pour toi



Lo vedo nei loro occhi
quando si addormentano nella calma
della contentezza libera dalle ombre
delle troppe notti passate a vivere,

Lo vedo quando tu dormi,
e quando sei vicina, e nel sogno
e forse anche sempre, non sei mia,
ma sei tu, che è ben più prezioso.

Lo vedo ogni giorno
quando il giorno si sveglia
e si scrolla la notte di dosso, con un primo
soffio muto di vento.

Lo vedo perché non c’è bisogno di dirlo,
e nemmeno di vederlo, ma lo sento
come se fosse l’attimo perduto
primo della morte, che non mente.

Lo vedo nella pazienza, e nello scoramento,
nel riso dolce e nella quotidiana bellezza
che ispira ogni tuo gesto.
Lo vedo perché nessuno mi ha chiesto di amarti



ma era il compimento buono di me, tu soltanto.





Fabrizio Falconi, tratto da Il respiro di oggi, Terre Sommerse, 2010. 

09/12/17

The Pink Floyd Exhibition - La straordinaria mostra a Roma, da gennaio.





Retrospettiva epocale a 50 anni dalla nascita di uno dei gruppi musicali più innovativi e influenti della storia, a gennaio arriva a Roma dopo Londra, acclamata dalla critica e in esclusiva per l`Italia, la mostra The PinkFloyd Exhibition: Their Mortal Remains (QUI il sito ufficiale della mostra). 

L`esposizione - promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita Culturale - aprirà al MACRO Museo d'Arte Contemporanea di Roma di via Nizza dal prossimo 19 gennaio

Dopo l`enorme successo del debutto di qualche mese fa al Victoria and Albert Museum di Londra, che ha visto la partecipazione di piu' di 400.000 persone, la mostra si sposta a Roma per la prima tappa internazionale. 

Ideata da Storm Thorgerson e sviluppata da Aubrey `Po` Powell di Hipgnosis, che ha lavorato in stretta collaborazione con Nick Mason (consulente della mostra per conto dei Pink Floyd), The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains e' un viaggio audiovisivo nei 50 anni di carriera di uno dei piu' leggendari gruppi rock di sempre e offre una visione inedita ed esclusiva del mondo dei Pink Floyd

Il colossale allestimento del Victoria and Albert Museum di Londra, descritto dai quotidiani inglesi come "impressionante", "un`autentica festa per i sensi" e "quasi altrettanto emozionante che ascoltare i Pink Floyd dal vivo", e' stato il piu' visitato di sempre nel suo genere.

In esclusiva per l`Italia il MACRO ospitera' l`esposizione e lo stesso Mason ricorda che - a meno di 1 km di distanza - proprio al Piper ebbe luogo uno dei primi concerti dei Pink Floyd in Italia nell`aprile del 1968. 

La mostra racconta quale fu il ruolo della band nel cruciale passaggio culturale dagli anni sessanta in poi. Grazie al suo approccio sperimentale - che rese il gruppo inglese esponente di spicco del movimento psichedelico che cambio' per sempre l`idea della musica in quegli anni - la band venne riconosciuta come uno dei fenomeni piu' importanti della scena musicale contemporanea.

I Pink Floyd hanno prodotto alcune delle immagini piu' leggendarie della cultura pop: dalle mucche al prisma di The Dark Side of the Moon, fino al maiale rosa sopra la Battersea Power Station e ai "Marching Hammers". La loro personale visione del mondo si e' realizzata grazie a creativi come il moderno surrealista e collaboratore di lunga data Storm Thorgerson, l`illustratore satirico Gerald Scarfe e il pioniere dell`illuminazione psichedelica Peter Wynne-Wilson. 

Il percorso espositivo che guida il visitatore seguendo un ordine cronologico, e' sempre accompagnato dalla musica e dalle voci dei membri passati e presenti dei Pink Floyd, tra cui Syd Barrett, Roger Waters, Richard Wright, Nick Mason e David Gilmour. 

Il momento culminante e' la Performance Zone, in cui i visitatori entrano in uno spazio audiovisivo immersivo, che comprende la ricreazione dell`ultimo concerto dei quattro membri della band al Live 8 del 2005 con Comfortably Numb, appositamente mixata con l`avanguardistica tecnologia audio AMBEO 3D della Sennheiser, oltre al video, in esclusiva per Roma, di One Of These Days, tratto dalla storica esibizione del gruppo a Pompei.

08/12/17

"Questo non è un film su Casanova. E' un film su di me!" Donald Sutherland rivela i segreti del "Casanova" di Fellini.



In una bellissima intervista rilasciata a Paola Piacenza per Io Donna del Corriere della Sera del 2 Dicembre 2017, il grande Donald Sutherland svela alcuni retroscena molto interessanti del suo lavoro in Italia con due grandi registi come Bernardo Bertolucci e Federico Fellini.  Riporto qui a beneficio dei lettori del Blog la parte riguardante. 

Dice di aver detto no a film perché violenti, eppure non esiste personaggio più violento di quello che lei interpretò in Novecento. 

Aaaaaahhh !!! Sì sì, (in italiano). Allora, un giorno io vado da Bernardo e gli dico "Ho qui una pubblicazione underground che un amico che lavora in una casa editrice di San Francisco mi ha dato.  E' un articolo sulla psicologia di massa del fascismo. Questo voglio fare nel film: un fascista che sia un burocrate."    E Bertolucci: "No, no, deve essere un mostro".   Così per due settimane noi abbiamo girato due versioni di ogni scena, la sua e la mia. 

Mi lasci indovinare...
Bernardo ha tenuto la sua. Bernardo ha... (fa un gesto con le mani come di un uccello che si libra nell'aria, ndr). Quando poi mi ha invitato a vedere il film finito, gli ho detto: "Mi hai spezzato il cuore". 

Lei ha un corposo capitolo italiano nella sua carriera. Mi racconta come lavorò con Fellini in Casanova ?
Mi spiace, non posso. Non ne ho idea. Posso solo dirle che le prime 5 settimane sono state le peggiori della mia vita e che nei 12 mesi successivi mi sono posto tutte le domande che un attore e un uomo dovrebbe farsi. 
La mia relazione con Federico era molto problematica e lo è stata a lungo, poi improvvisamente intorno alla quinta settimana di riprese come per magia tutto ha cominciato a funzionare.  Lui sedeva sulle mie ginocchia, mi chiedeva cose impossibili e io le facevo, come stregato. 
Mia moglie mi odia quando lo dico, ma la nostra era quasi una relazione sessuale per il genere di intensità che sprigionava.
Ricordo che era venuto a trovarmi a Parma, sul set di Bernardo, ed eravamo andati via con la Mercedes che la produzione mi aveva dato. Sul sedile posteriore avevo accumulato libri su Casanova.  "Che cos'è questa roba ?" Apre il finestrino e li getta. "Che cosa fai, Federico ?" urlo io. E lui: "Questo non è un film su Casanova. E' un film su di me!"

tratto da: Sono morto tante di quelle volte... intervista di Paola Piacenza a Donald Sutherland, Io Donna, Corriere della Sera, 2 dicembre 2017, p.104. 


05/12/17

Una Mostra a Roma dedicata a Clemente XI, Collezionista e Mecenate Illuminato - dal 7 dicembre.



Apre Giovedì 7 dicembre 2017 presso la Sala Conferenze del Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro del Pio Sodalizio dei Piceni, in Piazza di San Salvatore in Lauro, 15 la mostra Clemente XI, Collezionista e Mecenate Illuminato. 


La mostra è promossa dal Pio Sodalizio dei Piceni in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche, l’ANCI Marche e la Fondazione Giovanni Paolo II per la Gioventù.

Il Cardinale Giovanni Francesco Albani, urbinate, di famiglia facoltosa e riguardevole, salito al soglio Pontificio il 23 novembre del 1700 con il nome di Clemente XI, prima e durante il suo pontificato, rivela un considerevole gusto estetico e collezionistico.

La mostra svela, partendo dal fondo Albani, gli artisti prediletti del Pontefice che risentono del barocco pur non aderendovi in pieno, e racconta la figura del Cardinale e Pontefice Albani come illuminato mecenate e collezionista.

Considerevoli sono le opere e i nomi degli artisti che fecero parte dell’entourage del Pontefice e che la mostra illustra in un bel percorso espositivo e scientifico.



CLEMENTE XI
collezionista e mecenate illuminato
a cura di Claudio Maggini in collaborazione con Stefano Papetti
7 dicembre 2017 – 25 febbraio 2018
Roma, Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro del Pio Sodalizio dei Piceni