29/04/17

La "Casa di Fiammetta" a Roma e le tombe delle prostitute.



La Casa di Fiammetta e le tombe delle prostitute.

Proprio alle spalle di Piazza Navona, all’angolo tra Piazza Fiammetta e via degli Acquasparta, si trova la celebre Casa di Fiammetta, quella cioè che la tradizione popolare associa a residenza di una celebre cortigiana fiorentina, Fiammetta Michaelis, vissuta a Roma nel Quattrocento.

Si tratta di un palazzetto medievale – a Roma non ne esistono molti -  sormontato da un torrione e sopravanzato da una loggia a tre archi, che fu nel corso dei secoli più volte rifatto fino agli inizi del Novecento quando fu acquistato dalla famiglia Bennicelli che gli conferì l’aspetto attuale.

Il Palazzo e la Piazza omonima, dunque, non hanno nulla a che fare con la Fiammetta (in realtà Giovanna) che era la figlia di Roberto d’Angiò, re di Napoli, che fu amata da Boccaccio, ma con la giovane e bellissima cortigiana di cui si occupò perfino Pietro l’Aretino nei suoi Ragionamenti.

Secondo studi più accurati sembra anche che la vera Fiammetta Michaelis non abbia abitato nella Piazza che porta il suo nome: questa casa però frequentò sicuramente e qui ricevette i suoi numerosi amanti, tra i quali quel brutale e potente Cesare Borgia, condottiero, cardinale e arcivescovo,  figlio di Alessandro VI, chiamato il Valentino perché investito da Luigi XII del titolo di Duca di Valentinois.


Ma il tracotante rampollo della famiglia Borgia era soltanto uno dei molti amanti ricevuti dalla bellissima donna, che alla sua morte, avvenuta il 19 febbraio del 1512, fu comunque omaggiata da tutta Roma anche per la fedeltà con cui si occupò di suo figlio illegittimo, Andrea, al quale con un espediente – riconoscendolo cioè come fratello e non come figlio – riuscì a lasciare in eredità due prestigiose case, quella in Via dei Coronari e quella nei pressi del Vaticano, con una estesa vigna, che le era stata donata da uno dei suoi amanti, Giacomo Ammannati Piccolomini, detto il Papiense, cardinale ed umanista.

Meriti che gli valsero di essere seppellita – nonostante il suo mestiere equivoco – nella Chiesa di Sant’Agostino, nella Cappella di Santa Monica (dove si venera anche il corpo della madre di Sant’Agostino, morta ad Ostia nel 387 d.C.) insieme ad altre celebri prostitute, le cosiddette onorate puttane, che godendo di alte protezioni e della rispettabilità popolare, potevano avere sepoltura ecclesiastica: tra di loro, Giulia Campana, Tullia d’Aragona e la giovane sorella di lei, Penelope e naturalmente anche Fiammetta, che  nel documento testamentario si firmò come Fiammetta del Duca di Valentino, un titolo che evidentemente la metteva e la mise al riparo da qualsiasi fastidio o compromissione.

Fabrizio Falconi © - proprietà riservata/riproduzione vietata. Tratto da Misteri e segreti dei Rioni e dei Quartieri di RomaNewton Compton Editore

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